Tutti voi avete letto le lettere di Veltroni al Corriere della Sera.... noi invece vi sveliamo le corrispondenze segrete tra il leader del Pd e Paolo Mieli...


Caro Paolone,
oggi ti ho scritto un altro articolo sul tuo giornale. Non ce la faccio più, ho bisogno di rendere noto il nostro amore tramite le colonne del tuo giornale ma non ci sono riuscito. Mi son fermato sul più bello. Mi è venuto solo uno stupido articolo sulla democrazia in Italia, sull'autoritarismo. Che poi, avrei potuto anche farne uno su Alitalia o sull'economia americana di questi tempi....
Chissà come ci sarà rimasto il mio Ezio Mauro per averlo tradito così, allo scoperto, come una pugnalata alla schiena. Però io amo te, Paolo, quel tuo faccione bello tondo, quel tuo sorriso bonista e bonario, privo di qualsiasi forma di cattiveria, accondiscendente verso tutti. Con quello sguardo malizioso, che mi fa impazzire...
Sai cosa ho scoperto oggi? La mia maestra di Inglese mi ha insegnato oggi che Honey, in inglese, significa sia Miele che Amore... come te.... sei Mieli e sei il mio Amore....
Sei tu che mi tieni in vita perchè qui, nel Pd, sono stretto dalla corrente Dalemiana, quei bruti arraffoni che pensano solo ai soldi, dai bacchettoni Rutelliani che non sanno che fare, se stare ancora con noi oppure spostarsi definitivamente a destra.
Tu sei l'unico mio motivo d'esistere adesso... la prossima volta, ti giuro, uscirò allo scoperto. Prenderò spunto da una frase di Di Pietro, da Beppe Grillo, da un commento di Scajola, da un monito del Presidente della Repubblica o anche da una punizione di Totti e scriverò alla fine...
... ti amo, Paolo....
Per sempre tuo.
Veltry
Caro Uolter,
mi fa piacere che usi ancora le lettere e che mi tratti come le tue collezioni Panini 67/68 e 68/69, le tue preferite. Anch'io ti amo tanto, sai che sei il mio preferito ed avrei voluto tanto che tu vincessi. Mi piace perché sei semplice, genuino, modellabile, ed a dire la verità ho avuto veramente paura che tu ti dichiarassi proprio dalle colonne del mio giornale. Ma non farlo, Uolter. Ti prego, non farlo....
Tu sai che soffro di una grave malattia, il Papismo. Lo sai benissimo. Questa forma di Papismo fa in modo che debba asservire al potente di turno, essere sempre accondiscendente verso chi comanda e mi fa cambiare consorte ogni qual volta cambi il vento. E' duro da accettare ma questo sono io, questa è la mia malattia.
Ora sei tu quello che può prendermi, può darmi del tu, ma ben presto il tuo momento finirà ed io dovrò stare col tuo grande nemico, Massimino, che non ha mai smesso di comandare all'interno del tuo partito. Massimino può garantirmi un futuro, perché ha già una posizione, ha i soldi ed io dovrò per forza sacrificare l'amore alla mia carriera.
Non cercarmi più sul mio giornale, io cercherò di non parlare più di te. Smettiamola di scriverci, è meglio per tutti e due. Ritorna dal tuo Ezio, a quest'ora starà soffrendo come io sto facendo soffrire te...
E' stato bello finchè è durato ma sapevamo entrambi che non avevamo futuro
Addio Uolter, resterai sempre nel mio cuore....
Paul Honeys