Come purtroppo prevedevo già da parecchio tempo, lo spettro della crisi del 29 continua a farsi sempre più minaccioso.
In Italia, invece, nonostante i fallimenti di Cirio e Parmalat, il (quasi) fallimento di Alitalia e quello futuro di Telecom probabilmente, si continua a fare finta di niente. Si parla di Alitalia, di una società morta da parecchio tempo ma tenuta in vita a nostre spese.
Invece, notizia di oggi, la Lehman Brothers è fallita. Una delle più grandi società di Wall Street crolla, con un crack da 613 miliardi di dollari. Il primo colosso a mollare dopo la crisi dei mutui di qualche tempo fa...
L'economia americana sta morendo lentamente, dopo Enron, dopo altri fallimenti illustri, questo è un altro duro colpo per i giganti d'oltreoceano. Eppure c'era qualcuno che cominciava a predicare attenzione durante il periodo del bengodi. E purtroppo, come avviene spesso in questi casi, gli si è riso in faccia.
Si andrà avanti a lungo in questo modo? Non credo proprio. Speculazione borsistica, liberismo economico sfrenato, grossi concentrazioni di capitali in mani di pochi sono alcune delle caratteristiche che portarono alla Grande Depressione. Caratteristiche che possiamo tranquillamente ritrovare al giorno d'oggi.
Ci sarà (quasi) sicuramente un disastro borsistico tra non so quanti anni, a meno che non si cominci a fare qualcosa. Paesi come gli USA e l'Inghilterra soprattutto verranno messi in ginocchio. E noi? Che fine faremo?
Bè, sull'Italia non sono molto pessimista. Ci saranno sicuramente molti investitori che subiranno grandissime perdite, si veda ad esempio quelli che persero i risparmi di una vita in Parmalat o Cirio. Però il sistema economico italiano è sempre stato mantenuto da piccole e medie aziende non da grandi colossi. Saranno periodi bui ma altri se la vedranno peggio secondo me.
Cambierà qualcosa in questi anni? Speriamo... ma resto molto scettico.
lunedì 15 settembre 2008
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